Essere una persona transgender o transessuale

Transex : Il pesante fardello di una ragazza transgender

Transgender spesso è sinonimo di convivenza con sembianze fisiche che non corrispondono alla propria identità di genere. Per molti di noi questo termine è sconosciuto, e ci lascia quasi indifferenti quando ne sentiamo parlare, proprio per questa ragione. Ma se questo termine viene associato ad un fatto di cronaca nera, come la storia di una giovane transgender suicida apparsa in tutti i media d’informazione mondiale i primi giorni di Gennaio 2015, ecco dun tratto che la gente si preoccupa e interessa. Purtroppo il mondo a volte va così, e nel caso delle persone transex qui in occidente, vivere da transessuale può essere un dramma quotidiano, ma questo non sembra toccare ancora le persone ne governi.

Transex, il pesante fardello di una ragazza transgender

Essere transgender molto spesso equivale a divenire transex presto o tardi. Essere transex è un po come sentirsi traditi da dio, dalla natura, desiderando talvolta di essere nati diversamente, e avere un sesso biologico diverso. Vivere in questa condizione è già un pesante fardello da sopportare. Può divenire anche più pesante e drammatico se subentrano problemi famigliari, nello studio o lavoro. E’ già difficile sopportale le discriminazioni sociali per le persone LGBT, se non siamo così fortunati ad aver vicino qualcuno che ci aiuti, che tenda una mano, che ci comprenda in certi momenti… può condurre le persone ad un tragico epilogo.

Purtroppo accade… La vita ci pone già molte sfide da superare per costruire i nostri momenti di felicità… Nel lavoro, nello studio, nell’amore… Queste in genere sono le cose normali a cui le persone ambiscono nell’arco della propria vita. Ma le persone transgender, prima di tutto questo, devono lottare per il loro legittimo diritto di poter vivere la propria vita con pari opportunità, rispetto e dignità. Un triste caso in queste settimane, sta facendo riflettere tante persone, lo trovo ingiusto… ma non è possibile purtroppo cambiare il passato.

Il 2015 inizia con un martire, una giovane transgender, Leelah Alcorn

Leelah Alcorn giovane transgender 17

Leelah Alcorn transgender 17

Gennaio 2015 purtroppo verrà ricordato come un mese infelice per il mondo transgender. Benché la società occidentale stia facendo sensibili passi avanti per il rispetto delle diverse identità di genere e orientamento sessuale nei tempi recenti… Episodi tragici come quello della giovane transgender diciassettenne (17) Leelah Alcorn lascia un segno nella memoria di tante persone. Il 2015 si apre con un martire, vittima dell’ignoranza e incomprensione. Vittima di una società che ancora fatica ad accettare una persona che non rientra negli schemi dell’etero normativa binaria. Vittima sopratutto della propria famiglia, dei propri genitori. Prima di leggere la lettera di addio pubblicata da Leelah nel suo blog personale su Tumblr, voglio citare un commento lasciato su uno dei tanti articoli che riportano questa sotria: ” I governi dovrebbero fare una legge per togliere i figli ai genitori bigotti“.

La lettera di addio della giovane transgender Leelah Alcorn

Segue ora il “testamento di Leelah Alcorn, un grido all’umanità, alla sua famiglia, un appello”. Questa è la lettera che aveva scritto su suo blog, prima che venisse messo offline giorni fa.

“Se state leggendo questo messaggio, vuol dire che mi sono suicidata e quindi non sono riuscita a cancellare questo post programmato.

Per favore, non siate tristi, è meglio così. La vita che avrei vissuto non sarebbe stata degna di essere vissuta… perché sono transessuale. Potrei entrare nei dettagli per spiegare perché lo penso, ma questa lettera sarà già abbastanza lunga così. Per farla semplice, mi sento una ragazza intrappolata nel corpo di un ragazzo da quando avevo quattro anni. Per molto tempo non ho saputo dell’esistenza di una parola per definire questa sensazione, né che fosse possibile per un ragazzo diventare una ragazza, così non l’ho detto a nessuno e ho semplicemente continuato a fare cose convenzionalmente da maschi per cercare di adattarmi.

Quando avevo 14 anni ho imparato cosa volesse dire la parola “transessuale” e ho pianto di gioia. Dopo dieci anni di confusione avevo finalmente capito chi ero. L’ho detto subito a mia mamma e lei ha reagito molto negativamente, dicendomi che era una fase, che non sarei mai stato davvero una ragazza, che Dio non fa errori e che ero io a essere sbagliata. Se state leggendo questa lettera: cari genitori, non dite così ai vostri figli. Anche se siete cristiani o siete contro i transessuali, non dite mai questa cosa a nessuno: specialmente ai vostri figli. Non otterrete niente a parte far sì che odino se stessi. È esattamente quello che è successo a me.

Mia mamma ha iniziato a portarmi da terapisti ma solo da terapisti cristiani, tutti con molti pregiudizi, quindi non ho mai avuto le cure di cui avrei avuto bisogno per la mia depressione. Ho solo ottenuto che altri cristiani mi dicessero che sono egoista e sbagliata e che avrei dovuto cercare l’aiuto di Dio.

Quando avevo 16 anni mi sono resa conto che i miei genitori non mi avrebbero mai aiutata, e che avrei dovuto aspettare di compiere 18 anni per iniziare qualsiasi terapia e intervento di transizione, cosa che mi ha davvero spezzato il cuore. Più aspetti, più la transizione è difficile. Mi sono sentita senza speranze, sicura che avrei passato il resto della mia vita con le sembianze di un uomo. Quando ho compiuto 16 anni e ho capito che i miei genitori non avrebbero dato il loro consenso per farmi iniziare la transizione, ho pianto finché non mi sono addormentata.

Ho sviluppato nel tempo una specie di atteggiamento “vaffanculo” verso i miei genitori e ho fatto coming out come gay a scuola, pensando che forse sarebbe stato più facile così un giorno dire che in realtà sono transessuale. Per quanto la reazione dei miei amici sia stata buona, i miei genitori si sono arrabbiati. Hanno pensato che volessi compromettere la loro immagine e che li stessi mettendo in imbarazzo. Volevano che fossi il classico piccolo perfetto ragazzo cristiano e ovviamente non era quello che volevo io.

Quindi mi hanno tirato via dalla scuola pubblica, mi hanno sequestrato il computer e lo smartphone e mi hanno impedito di frequentare qualsiasi social network, isolandomi così completamente dai miei amici. Questa è stata probabilmente la parte della mia vita in cui sono stata più depressa, e sono ancora stupita di non essermi uccisa già allora. Sono stata completamente sola per cinque mesi. Nessun amico, nessun sostegno, nessun amore. Solo la delusione dei miei genitori e la crudeltà della solitudine.

Alla fine dell’anno scolastico i miei genitori finalmente mi hanno restituito il mio smartphone e mi hanno permesso di tornare sui social network. Ero felicissima, finalmente potevo riavere indietro i miei amici. Ma solo all’inizio. Alla fine mi sono resa conto che anche a loro non importava molto di me, e mi sono sentita persino più sola di quanto fossi prima. Piacevo agli unici amici che pensavo di avere per il solo motivo che mi vedevano per cinque giorni ogni settimana.

Dopo un’estate praticamente senza amici unita al peso di dover pensare al college, di risparmiare per quando avrei lasciato casa, di tenere alti i miei voti, di andare in chiesa ogni settimana e sentirmi di merda perché in chiesa tutti sono contrari a quello che sono, ho deciso che ne ho abbastanza. Non completerò mai nessuna transizione, nemmeno quando andrò via di casa. Non sarò mai felice con me stessa, col modo in cui appaio e con la voce che ho. Non avrò mai abbastanza amici da esserne soddisfatta. Non troverò mai un uomo che mi ami. Non sarò mai felice. Potrò vivere il resto della mia vita come un uomo solo che desidera essere una donna oppure come una donna ancora più sola che odia se stessa. Non c’è modo di averla vinta. Non c’è via d’uscita. Sono già abbastanza triste, non ho bisogno di una vita ancora peggiore di così. La gente dice che “le cose cambiano” ma nel mio caso non è vero. Le cose peggiorano. Le cose peggiorano ogni giorno.

Questo è il succo, questo è il motivo per cui mi sento di uccidermi. Mi dispiace se per voi non sarà abbastanza una buona ragione, lo è per me. Per quel che riguarda le mie volontà, voglio che il 100 per cento delle cose che possiedo sia venduto e che il denaro (più i soldi che ho da parte in banca) siano donati a un movimento per il sostegno e per i diritti delle persone transessuali, non importa quale. L’unico momento in cui riposerò in pace arriverà quando le persone transessuali non saranno più trattate come sono stata trattata io: quando saranno trattate da esseri umani, con sentimenti validi, sinceri e legittimi, e con dei diritti umani. Le questioni di genere devono essere insegnate a scuola, prima è e meglio è. La mia morte deve significare qualcosa. La mia morte dev’essere contata tra quelle dei transessuali che si sono suicidati quest’anno. Voglio che qualcuno guardi a quel numero e dica “questa cosa è assurda”, e si occupi di sistemarla. Sistemate la società. Per favore.

Addio,

(Leelah) Josh Alcorn”

Nonostante questa lettera, anche dopo la morte di Leelah, i loro genitori hanno continuato a chiamare Leelah con pronomi maschili.

Trasngender transex Leelah Alcorn i genitori

Le transex che affrontano il mondo, riescono ad essere felici?

Se ce una cosa che mi ha sempre e colpito in modo positivo di Kei, la mia fidanzata transex, è il suo tono molto diretto e imparziale nel discutere le cronache del mondo transgender. Questa sua caratteristica è in qualche modo rassicurante, perché so che le sue opinioni non sono di parte, e per questo l’ho sempre ammirata nonostante sia una ragazza molto sensibile e orgogliosa. Non rifiuta se stessa in quanto transgender, ed è altrettanto orgogliosa di esserlo… probabilmente la fortuna di essere nata in una famiglia che non le fa pesare di non essere una ragazza come tutte le altre, le da un po più di serenità, coraggio e momenti felici. Questo  mi ha fatto capire quanto sia importante la vicinanza delle persone a noi più care quando sei una ragazza transessuale, nel caso di Kei, una ladyboy.

La paura di una ragazza transessuale

Nonostante kei abbia una famiglia comprensiva e tollerante, quando ci troviamo in giro, nei bar o qualsiasi ambiente pubblico un po affollato, noto in lei un senso di turbamento, di paura. Quella sua sicurezza e tranquillità viene improvvisamente meno. Spesso non riuscivo a capire il perché di questo suo improvviso incupimento, temevo di aver fatto qualcosa che non le piaceva o chissà che altro. Mi preoccupavo per lei…

Mi fa soffrire anche di più oggi, perché sono riuscito a capire cosa la turba… Ho sempre pensato che essendo bella e passabile come donna, il terrore che qualcuno possa accorgersi che non è una ragazza genetica non la mette a disagio. In realtà, è una paura che non la abbandona mai. La paura che qualcuno all’improvviso possa denigrarla, insultarla, o commettere atti di bullismo violenti ovunque si trovi. Questa è stata la sua confessione un giorno. Vedo ritornare la ragazza sorridente e dolce che amo, solo quando siamo in luoghi meno affollati, o riesco a distrarla dai suoi pensieri ansiosi…

Conclusioni

La ammiro e considero una persona forte, molto più dignitosa di altre per il fatto di riuscire malgrado tutto a vivere la propria vita senza nascondersi, affrontando le proprie paure con coraggio, nonostante quello che le persone potrebbe dire o pensare di lei. Il caso di Leelah è un episodio tragico ed intollerabile. La gente non dovrebbe perdere la vita per colpa delle opinioni che ostacolano la vita altrui. Un esistenza che non nuoce ne alla società ne alle persone che ci circondano. Il danno lo crea solo l’ignoranza delle persone bigotte e vuote.

E tu? Cosa pensi di tutta questa storia? Hai una ragazza transessuale? Hai un figlio/a transgender? Che cosa provi? Quali sono le tue reazioni ?

 

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Posted in Transex.

Andrea Del Riva

PERCHE STO FACENDO QUESTO BLOG

Amo le donne transessuali. Sono 37 enne, ed ho avuto quasi esclusivamente donne transessuali nella mia vita.

So a quanti uomini piacerebbe avere una ragazza transessuale ma mancano di conoscenza ed informazione. Questo è il motivo per cui voglio condividere con voi le mie esperienze personali su questo argomento.A Proposito di Me

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